lunedì 5 novembre 2018

Discorso cerimonia di commemorazione dei caduti di Gorla e Precotto

Il 4 novembre del 1918, con la firma dell’armistizio a Villa Giusti, si è concluso uno degli eventi più tragici della storia d’Italia, che da un lato ha portato alla completa unificazione del territorio italiano, ma dall’altro è costato la vita a centinaia di migliaia di giovani italiani immolatisi sui fronti della Grande Guerra.1 giorno e 100 anni dopo, sono felice di essere qui quest’oggi a commemorare i caduti di Gorla e Precotto e a inaugurare lo spostamento e la riqualificazione, fortemente voluta dai cittadini, di questo monumento per il quale anche il Municipio 2 è felice di aver dato il suo piccolo contributo. Ancora una volta gli abitanti di questi quartieri, un tempo comuni autonomi divisi dalla città di Milano, ci hanno insegnato cosa significhi il senso dell’identità, dell’attaccamento ai propri cittadini e ai valori della patria. Dal 1919 fu istituita, nella giornata del 4 novembre, la Festa delle Forze Armate e dell’Unità d’Italia, unendo in questo modo il sacrificio di così tanti uomini in armi e la riunificazione della nostra Nazione. Purtroppo molti anni dopo questa giornata è stata relegata a celebrazione di secondo livello. Oggi, voglio fare mie le parole del Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini che in una lettera scritta al Presidente della Repubblica ha chiesto che il 4 Novembre ritorni a essere festa nazionale a tutti gli effetti, per ricordare chi è caduto in guerra per il nostro futuro, per il nostro paese e festeggiando così anche e soprattutto le Forze Armate che nella nostra Repubblica sono dedicate alla sicurezza interna e alla ricerca della pace a livello internazionale. Questi uomini di grande coraggio ci hanno insegnato valori come quello della patria, della libertà, della dedizione, della famiglia e del sacrificio che troppo spesso oggi purtroppo vengono sempre meno trasmessi ai giovani. Ritengo doveroso ringraziare i corpi militari per il contributo che danno al mantenimento dell’ordine repubblicano ed alla salvaguardia delle istituzioni, come stiamo vedendo anche in questi giorni con i soccorsi che stanno prestando alle popolazioni italiane colpite dal maltempo, consentendo di vivificare e tener saldi in tempo di pace gli stessi ideali di ieri. Ringrazio infine il Comitato Precotto, l’Associazione Gorla Domani, l’Associazione Villa San Giovanni, il Gruppo Alpini Crescenzago e tutti i cittadini per aver fortemente creduto in questo spostamento e aver consentito di portare il monumento in una posizione più dignitosa, qui a fianco della chiesetta della Maddalena.