venerdì 21 settembre 2012

COMUNICATO STAMPA: Piscina, Orsatti e Lepore: “Via Padova, Far West o modello d’integrazione? Partita la raccolta firme”


Milano, 21 Settembre 2012

Dopo i reiterati fenomeni di microcriminalità che stanno tormentando la nostra Milano, la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania ha iniziato oggi in Via Padova la raccolta firme per richiedere al Sindaco Pisapia e compagnia cantante il ripristino dei militari nelle vie cittadine ritenute più a rischio.


“In Consiglio di Zona 2 – esordisce Samuele Piscina, capogruppo di circoscrizione del Carroccio - la maggioranza non si angustia per la situazione di frequente insicurezza e continua, dopo 1 anno e 3 mesi di fallimenti, a sponsorizzare la coesione sociale come unica soluzione.”
Il Presidente di Zona e la Giunta arancione purtroppo sono allergici alle soluzioni concrete e preferiscono lasciare irrisolta la situazione del ghetto, nella vana speranza che nulla possa accadere di nuovo. La maggioranza di Sinistra si preoccupa dei diritti (senza doveri) degli immigrati piuttosto che della tutela dei milanesi che vengono ogni giorno presi in giro con false promesse.
Speriamo che le firme raccolte riescano a far aprire gli occhi alla maggioranza pisapiana affinché sia finalmente possibile il ripristino della legalità”.

“Per gli oltre 500 cittadini che hanno firmato la nostra petizione, - continua Massimiliano Orsatti, consigliere regionale del Carroccio - più che un modello d’integrazione, come più volte ripetuto dall’amministrazione Pisapia, via Padova è un vero e proprio Far West, una zona franca nella quale le regole sembra siano inesistenti.
Come si fa a considerare modello d’integrazione un quartiere in cui gruppi di etnie diverse si fronteggiano quotidianamente in una spirale di violenza che raggiunge il culmine attraverso sparatorie e accoltellamenti?”

“La massiccia adesione di cittadini alla raccolta firme - conclude Luca Lepore, consigliere comunale della Lega - ci conferma il “vuoto” che caratterizza le politiche sulla sicurezza dell’attuale compagine melograno e la sua lontananza dalle esigenze primarie della popolazione milanese. Al prossimo consiglio comunale avrò modo di ridestare il signor Sindaco dal profondo torpore che gli fa apparire positivo il quadro sulla sicurezza milanese.”